Archivio Settembre 2008
Veltronismi
di antoniomontanari (28/09/2008 - 18:41)
Rischiamo il modello Putin, dice Walter Veltroni al "Corriere della Sera". Ma la colpa non è di Berlusconi, se tutto l'Occidente si trova nella stessa condizione, con una "organizzazione del potere che rischia di apparire autoritaria".Più cauto di così, Veltroni non poteva essere. Poco dopo però dichiara che in Italia non ci sono più "le condizioni minime, fisiologiche del confronto". Che comincia ad esserci un "pensiero unico". E che non spetta al dottor Bonaiuti dare patenti di democrazia...
Ma se siamo messi così male, Veltroni non avrebbe dovuto confondere la situazione italiana nel contesto europeo. Oltretutto sulla Gelmini che arriva a Cernobbio in elicottero, dà una notizia già smentita dall'interessata.
Veltroni dovrebbe cominciare a ragionare dalle conclusioni, sul "pensiero unico" e chiedersene le cause. Troverebbe che il contesto occidentale non c'entra nulla, e che la colpa è di colui per il quale il dottor Bonaiuti ci affligge dai telegiornali criticando qualsiasi opinione l'opposizione esprima sul governo.
A volte si vede benissimo che anche a Bonaiuti viene da ridere, per cui corre veloce a dare le sberle agli avversari. Aumentando la comicità dei tiggì.
Nelle frasi di Veltroni non poteva mancare il richiamo agli Usa: "Guardiamo agli Stati Uniti dove Bush chiama ed i democratici rispondono".
Là dalla Casa Bianca chiamano l'opposizione perché il partito di governo (i repubblicani) non riesce a digerire la faccenda del sostegno di Stato alle finanze private, il piano Paulson. Negli Usa tacciono attoniti gli ideologi del liberismo, scrive Massimo Gaggi sullo stesso "Corriere". Dove Maria Laura Rodotà osserva: "Nessuno capisce niente di questa elezione anche per via della balcanizzazione dell'informazione".
Se sono messi male loro negli Usa, il nostro modello citato da Veltroni tre volte al giorno prima dei pasti, figurarsi la nostra povera Penisola. Che grazie al cielo non ha ancora avuto un personaggio come Sarah Palin, "tenuta lontana dai giornalisti" dopo che "le sue uniche tre interviste sono state penose", c'informa Rodotà. Una repubblicana, Katlheen Parker, ha scritto su "National Rewiew" che Sarah Palin è diventata un "imbarazzo" per McCain per la sua ignoranza in economia e politica estera. E l'ha invitata a ritirarsi, "forse spiegando che vuole dedicare più tempo al suo ultimo nato".
Veltroni potrebbe trasferirsi negli Usa dove ha comprato casa per la figliola mandata là a studiare.
Su Veltroni, un precedente post "Crisi bipartisan".
[28.09.2008, Anno III, post n. 295 (672), © by Antonio Montanari 2008]
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Lodo Alfano, anzi Collodi
di antoniomontanari (27/09/2008 - 19:17)
Modesta proposta. In attesa che si pronunci la Corte costituzionale, al "lodo Alfano" cambiamogli nome, chiamiamolo "lodo Collodi". Indica meglio la sua natura. A chi l'ha proposto dovrebbe crescere il naso come a Pinocchio. L'art. 1 è uguale all'art. 1 comma 2 del "lodo Schifani" (2003) dichiarato incostituzionale dalla Suprema Corte nel 2004.Ieri sera a Milano il tribunale in cui è in corso una causa che vede come imputato Silvio Berlusconi, ha deciso di chiedere il parere della Corte costituzionale.
A richiamare l'attenzione della sentenza del 2004 relativa all'articolo del "lodo Schifani" travasato in quello di Alfano, è stato di recente il presidente emerito della stessa Corte costituzionale Antonio Baldassarre, in un'intervista al "Corriere della Sera".
Oggi il quotidiano di via Solferino dimentica quella intervista, anche se ricorda la sentenza del 2004. E riapre il discorso con due pareri opposti. A favore del "lodo Alfano" è un altro ex presidente, Alberto Capotosti. Contro, il costituzionalista Alessandro Pizzorusso. Ma la sentenza del 2004 dovrebbe tagliare la testa al toro.
Questo però non lo si può scrivere perché si aprirebbe un delicato problema di carattere politico ed istituzionale: come mai il Quirinale ha firmato il "lodo Alfano" nonostante la sentenza della Corte costituzionale del 2004?
Indirettamente alla domanda risponde Curzio Maltese nel supplemento libri di "Repubblica" recensendo "Bolzaneto" di Massimo Calandri: in Italia "la Costituzione è già morta e quasi nessuno se n'è accorto".
La vicenda del "lodo Alfano" copia-conforme dello Schifani, per il modo in cui è stata oscurata rientra tra quelle "solite litanie quotidiane" di cui parla stamani sulla "Stampa" Lucia Annunziata. E che impediscono di vedere i veri problemi.
Lo "scenario terrificante" di cui Lucia Annunziata parla a proposito degli Usa, ("un vuoto di potere al centro dello stesso potere mondiale"), potrebbe essere lo stesso su cui collocare la vicenda del "lodo Alfano", per i motivi indicati da Curzio Maltese: "la Costituzione è già morta e quasi nessuno se n'è accorto".
La responsabilità maggiore ricade sulle spalle dei politici o del "quarto potere" dell'informazione?
Un opinionista moderato e conservatore come Piero Ostellino nello stesso "Corriere della Sera" di oggi censura lo scandalismo che predomina in certi giornali che non amano le inchieste.
La vicenda del "lodo Alfano" non rientra nella categoria dello scandalismo o dell'inchiesta. Racconta le paure di un'informazione che teme di turbare gli attuali equilibri politici.
Speriamo che, in un giorno non lontano, si possa leggerne qualcosa sul tipo di quanto oggi sulla "Stampa" ci ha offerto Mattia Feltri con l'impeccabile ricostruzione della biografia politica di Luciano Violante.
Fonte foto: liberoblog.libero.it
[27.09.2008, Anno III, post n. 294 (671), © by Antonio Montanari 2008]
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