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    Archivio Novembre 2006

    Cossiga si dimette

    di antoniomontanari (27/11/2006 - 16:49)

    Caro Francesco Cossiga, ogni volta che cronisticamente mi sono occupato di lei, ho scritto che è una persona simpatica. Adesso che leggo delle sue dimissioni da senatore a vita, confermo il vecchio giudizio, aggiungendo un particolare apprezzamento. Lei è uno dei pochi che danno le dimissioni, seguendo un esempio illustre ed ormai dimenticato, quello del presidente Enrico De Nicola, primo capo di Stato (provvisorio, ed anzi secondo perché le funzioni della più alta carica erano state prima assunte in via transitoria da Alcide De Gasperi). De Nicola raggiunse un primato da Guiness. Lei lo eguaglia con un solo gesto, rumoroso ma forse inascoltabile nel chiasso mediatico che ci circonda. Mi permetta di dire però che a volte dietro l'aggettivo «simpatico» si cela rispettosamente il riconoscimento di una geniale follia politica che forse è necessaria o forse potrebbe essere instradata verso diversi binari. Comunque, caro Francesco Cossiga, le sue uscite che dovrebbero costringere parecchie persone a riflettere ed a parlare a modo, non hanno prodotto altro che silenzi eloquenti a dimostrazione che la politica è un imbroglio anche nel sistema democratico per cui il cittadino singolo conta poco anzi non conta nulla. E questo è l'aspetto più miserabile e tremendo della nostra realtà politica. Se prendono a pesci in faccia una venerabile (non nel senso massonico...) figura come lei, si figuri cosa può accadere ai «semplici» cittadini. «Semplici» a tal punto di «dover» credere nella democrazia anche per colpa di chi se ne dichiara artefice fregandosene bellamente di realizzarla come fa la maggior parte della classe politica nazionale o locale. La quale bada soltanto agli affari propri o dei propri amici. Presidente emerito Cossiga, auguri per la salute, e ci tenga allegri, tanto di cose serie nessuno sembra oggi aver voglia.

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    Bush e gli evangelici

    di antoniomontanari (04/11/2006 - 18:28)

    Non c'è da scandalizzarsi, anzi viene da sorridere davanti alla storia del reverendo Ted Haggard, leader spirituale di 30 milioni di evangelici,che è stato accusato da tale Mike Jones, omosessuale, di averlo pagato per tre anni per avere rapporti sessuali con lui.

    Leggendola Bibbia, come scrisse Enzo Biagi su "Epoca" quand'ero ragazzino, cioè cinquant'anni fa, si trova l'elenco di tutti i peccati in circolazione(allora a. C. ed adesso). Quindi nulla deve meravigliare.
    Ciò che stupisce invece è la "santa" ipocrisia di queste personcine che urlano e sbraitano da mattina a sera per annunciare le pene dell'inferno ai "peccatori", e poi alla fine neppure loro possono scagliare la pietra.

    («Lanciò la prima pietra?
    Era senza peccato?
    La gente non sapeva,
    era uno smemorato.»)

    La commistione fra religione e politica è un matrimonio contro natura (questo sì) che rovina l'una e l'altra.
    Poi,quanto si grida inutilmente, conoscendo la fragilità della condizione umana (vedi ancora la Bibbia), al solo scopo di fare giochi politici. Quei giochi politici che il Vangelo consiglia (consiglierebbe) di evitare: date a Cesare quello che è di Cesare...

    Come anche la recente storia politica italiana insegna, troppi Cesari hanno mescolato le carte. Con spirito di crociata vogliono ingraziarsi la Chiesa e poi passare all'incasso. Ma anche così la Chiesa perde dignità e forza. E poi non diamo la colpa agli infedeli d'Oriente. I nostri infedeli d'Occidente sono i responsabili di un oscuramento della religione che ignora così i propri doveri mescolandosi alle dispute materiali (io vi procuro i voti, voi sistematemi gli insegnanti di religione, ad esempio).

    I cosiddetti «atei devoti» hanno ricevuto un'etichetta che nulla dice se non l'irrazionalità dell'operazione che essi conducono in porto (cioè verso l'urna).
    Se Cristianesimo dev'essere testimonianza allo spirito del Vangelo, gli«atei devoti» ed i loro capi politici, ne sono completamente lontani come quel reverendo Haggard che tuonava e poi (stando all'accusa) faceva quello che proibiva agli altri.

    Vedi anche su
    antoniomontanarinozzoli.blog.lastampa.it


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    Soliti... Maestri Venerati

    di antoniomontanari (02/11/2006 - 12:16)

    Ieri sera Giuliano Ferrara era contento come un bambino che avesse vuotato il barattolo della marmellata senza che nessuno se ne fosse accorto.

    Nella sua rubrica su "la7" ci ha rallegrato sdoganando in tivù una dignitosissima ed austera parola che il bon ton dei programmisti ed i pruriti dei censori ha sempre evitato. Il titolo del suo appuntamento era appunto «Soliti stronzi e venerati maestri». Si discuteva di un volume recentissimo che Edmondo Berselli ha intitolato «Maestri d’Italia».

    Come poi ha sùbito spiegato, alla base di tutto c'era Alberto Arbasino. Il quale ha descritto l'itinerario esistenziale compiuto dai massimi intellettuali, quei maestri dei pensiero che fanno venire il prurito a Ferrara, osservando che costoro passano dal ruolo di «giovane promessa», a quello di «solito stronzo» e per finire trionfalmente diventano un «venerato maestro».

    Metà della trasmissione (si parlava anche di un testo di Giorgio Dell'Arti, presente in studio) è stata un vigoroso ed allegro dialogo fra Ferrara, Berselli e Sartori, con le uniche punte di serietà introdotte inutilmente dalla Armeni e da Maria Laura Rodotà. Il gruppo maschile ha deriso un po' tutto e tutti. Rodotà ha cercato di stare con i piedi poggiati per terra, ma non è riuscita a scalfire la retorica dell'antiretorica di Ferrara.

    Il sorrisino di Berselli era tutto un programma. Bravo, intelligente, arguto, in fin dei conti pure lui è uno di quei «Maestri d’Italia» che prende per i fondelli nel libro.
    A noi eterni alunni anche in vecchiaia, non restava da chiedere se è possibile giocare con le parole di Arbasino ed il titolo di Ferrara. Oltre ai Soliti Stronzi e a Venerati Maestri, non esistono forse altre categorie che possiamo generare incrociando aggettivi e sostantivi?

    Ci sono Soliti Maestri e Venerati Stronzi, Stronzi Maestri e Maestri Stronzi, non mancano i Soliti Venerati ed i Venerati Soliti.
    Insomma il campionario di quelli che comandano in un modo o nell'altro, è molto vasto.

    Ieri sera Ferrara si è divertito, ho detto all'inizio. Ma una cosa è la risata ed un'altra è l'analisi (cosa seria e noiosa che difficilmente passa quando si parla della vita culturale). E così anche Berselli è apparso più un furbettino del cadreghino che un pungente osservatore di costume di quel mondo che sembra censurare ma al quale appartiene a pieno titolo.
    Sarebbe utile sapere che cosa dicono di lui.

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